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giovedì 26 aprile 2012

Simpàfiga




Lo so, tu non racconti storielle accattivanti
eppur, senza parlare, fai divertire in tanti,
sara' forse il colore, quell'umido calore
ma e' certo che tu rendi piu' lieto il nostro cuore.

Ed anche se tu pensi di essere insensibile
hai sempre un buon "umore", sei sempre "disponibile".
Fingi di esser scontrosa, io faccio il finto "duro",
tu sei finta antipatica soltanto su di un muro

Tu dici di esser triste
ma, "in fondo", sei gioviale
lo dice il tuo sorriso
aperto e "verticale"

13 aprile 2012

Vincenzo  Cordovana ed Erminia Buttitta

lunedì 1 marzo 2010

Schizzo-frenica-mente

Ho conosciuto un tale che mi ha detto: “...Io sono schizzo-frenico. E meno male che oltre che schizzo sono pure frenico perchè questo vuole dire che mi freno. Quando schizzo mi viene di ammazzare mia madre però, siccome sono anche frenico, riesco a frenarmi...”
Vi immaginate che tragedia quando si incontra uno “schizzo” che non è anche “frenico”?
Stupendo, che ve ne pare?
Anch'io certe volte vorrei essere più “frenico” ma il più delle volte sono soltanto uno “schizzo”
Bisogna guardare gli altri e cercare di migliorarsi
Forse un giorno riuscirò a diventare “frenico” anch'io.

lunedì 7 settembre 2009

Momo vi vede



"...Si erano da poco dissolti i manifesti elettorali ed ecco comparire una scritta, ben più inquietante del volto del candidato a primo cittadino..."


Oibò! E cosa è mai questa scritta. "Momo vi vede"? E chi è Momo? Forse è il diminutivo di un qualsiasi nome con diverse emme. Ma se così, se Momo è un qualsi libero cittadino, come fa a vederci? Forse dispone di un potente binocolo e ci osserva dai palazzi qui vicino. In questo caso la frase “Momo vi vede” sarebbe da intendersi non nel senso di un assoluto e costante controllo ma descriverebbe una capacità di osservazione limitata al campo visivo e quindi Momo non ci vedrebbe più se voltassimo l'angolo (in questo momento sarei dentro il raggio d'azione di Momo appostato da qualche parte).
Oppure Momo non esiste e vale quanto il Sarchiapone di Walter Chiari. Sarebbe quindi una burla che però otterrebbe il risultato di insinuare in noi, subdolamente, il timore per l'esistenza di una non meglio definita "entità" capace di esercitare un minaccioso ed ubiquo controllo (Momo vi vede e quindi attenti a quello che fate, non potete fuggire all'occhio di Momo)
Oppure, oppure (e qua farò un bel salto) Momo appartiene al trascendente ed è veramente il farsi nome e tabellone del “Guardone originale”, il “Momo Supremo” che sempre è stato e sempre è.
Ma anche in questo caso non ci siamo. “Momo vi vede”, ingiunge il cartellone. Embè? E dopo che mi vede che cosa può accadere? La frase è incompleta ed andrebbe completata con un qualche riferimento normativo (Momo vi vede perchè vuole vedere se trasgredite questo o quello etc.). Ed anche se così fosse e non rispettassi la regola che cosa mi accadrebbe? Il cartellone nulla lascia trasparire.
Ed allora? E se Momo (trascendente o immanente che sia) si limitasse a vedere per il puro piacere di vedere e vedendoci si rallegrasse nel ritrovarci? In questo caso la frase potrebbe essere interpretata nel senso che Momo ama vederci e rivederci, è felice di ciò e ce lo vuole semplicemente comunicare.

Viviam le nostre vite come ci pare e piace, Momo ci vede e forse si compiace.

07/09/2009

Vincenzo Cordovana

lunedì 31 agosto 2009

Instant messaging (massaggiando messaggiando)

Ore 7,00. Suona sveglia abitazione utente social network dedito minuziosa attività istant messaging. Istintivamente sopprime sveglia e con medesimo dito attiva notebook su comodino opportunamente lasciato in stand-by. Brevi istanti cui segue prima digitazione nuovo giorno:

“...sono sempre io, dopo avervi comunicato urinata 4 del mattino sto grattando con mano sinistra organi angipubici intorpiditi dopo il riposo notturno mentre con la destra digito e vi saluto...”

Ore 8,00
“...mi sono scottato le mani nella caffettiera porc... butt...”

Ore 8.30
“...mmmmm, mmmmmm, non ci riesco, ieri devo avere mangiato qualcosa di astringente, mmmmm, mmmmmmm, ahhhhhhhhh, finalmente...”

Ore 9.00 utilizzo di dispositivo mobile collegato con social network
“...sono in macchina, ad un incrocio un tizio mi ha tagliato la strada, gli sto mostrando il mio dito indice e mignolo mentre tengo richiuso il medio e l'anulare...”

Ore 11.00
“...ho appena fatta la pausa caffè. Mentre guardo la cassiera mi sono versato la tazzina sulla camicia...”
Ore 14.00
“...sono appena arrivato a casa. Mi sono messo in mutande e guardo il telegiornale...”
Ore 14.02
“...non trovo il cellulare...”
Ore 15.00
“...ho un sonno pazzesco, forse andrò a schiacciare un pisolinoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo...”

Il social networker si sveglia alle 18.38 con il dito anchilosato sulla lettera “o”. Cancella 573739 lettere “o” digitate involontariamente durante il pisolino e pigia il tasto invio. Marco e Giuppy '78 hanno gradito il post delle ore 14.02 ed hanno risposto: “...trovo molto interessante quanto dici. Ci dispiace che hai perso il cellulare. Cercalo...”
Altre 30 persone hanno trovato “molto” interessante questo elemento.
Carla ha risposto: “...anch'io la settimana scorsa ho perso il mio cell, ma poi l'ho ritrovato...”
Anche Frosty trova interessante questo commento

Ore 20.00
“...sto mangiando la frittata...”
Ore 20.02
“...sto bevendo la Coca Cola...”
Ore 20.03
“...vi invio il super rutto...” (compare nel monitor dei contatti una simpaticissima emoticon con su scritto “Brumple”)
Ore 21.30
“...mi sono appena incontrato con la mia fidanzata, siamo a casa sua, lei è molto happy e mi dice: -finalmente soli-...”
Ore 21.45
“...vi confesso che togliere il reggiseno alla propria fidanzata con una mano sola mentre con l'altra si digita per mantenere i contatti è abbastanza difficoltoso...”

A 400 persone piace questo elemento

Marco commenta: “...e già...”
Laura commenta:”...già...”
Fofi commenta: “...oh,oh...”
Laura commenta il commento di Fofi: “...oh...”
Gimmy commente: “...uh,uh...”
Laura commenta il commento di Gimmy: “...uh..”

Marco, Laura Fofi e Gimmy si sono iscritti al gruppo “QUELLI KE NON SOPPORTANO I COMMENTI MONOSILLABICI”

Ore 22.00
“...sto assumendo una bella compressina azzurra...”
Ore 23.000
“...la compressina sta facendo effetto, ne prendo altre due per maggiore sicurezza e vado alla carica...”
Ore 23.10
“...amici, mi sto riproducendo, anche se con una sola mano è moooolto complicato..., nella foga si corre il rischio di mettere in stand-by il notebook...”

“Nooooooooooo, cosa fai, ma sei proprio scema, con la chiappa hai schiacciato lo shut-down ed il collegamento si è interrotto, lo capisci, si è interrotto, ormai è finito tutto, sei una sciagurata, ed ora come farò, come farò”

Finale tragico

Fu così che in un momento
svanì il bel collegamento
per la sciocca signorina
con la natica assassina.

Pentita,la ragazza
capì la sua incoscienza.
A lui restò soltanto
la sua detumescenza

31.08.2009
Vincenzo Cordovana

lunedì 27 aprile 2009

Amor murale (linguaggi 1)

“... 6 carina srikkiolina...,
...John, 6 bono...,
... 6 sgualdrina...,
...noi 2 insieme per l'eterno...,
...non mi piaci, vai all'inferno...,
...dammi baci a 100000...,
...per trombarti c'è la fila...,
...Pucci, sempre nel mio cuore...,
...Genny, tu 6 il vero amore...,
...questa coppia è ormai perfetta...,
...Linda 6 la mia fighetta...,
...già ti vedo in chiesa, in velo...,
...noi tre metri sopra il cielo...”


Queste frasi appassionate
son spuntate da due sere
fitte, fitte lungo i muri
del mio civico quartiere

provocando il forte sdegno
di chi vede deturpata
dal romantico pennello
lì, del muro la facciata.

“...ma che scempio, che incivili,
son dei vandali scurrili,
questi son modi indecenti
di giocar coi sentimenti,
che linguaggio repellente,
che costume decadente
...”

Io non so se tal maniera
di propor la relazione
sia corretta, sia sincera
o se sia una aberrazione.

Io non so se ciò sia giusto,
io non so se sia morale
ma di certo posso dirlo:
questo è odierno amor murale”

31.01.2007

Vincenzo Cordovana

sabato 28 febbraio 2009

Collaboratori di Giustizia (poolizia)

Cari radioascoltatori, per la serie dentro la notizia siamo quest'oggi dentro il nostro Palazzo di Giustizia e cercheremo di intervistare qualche protagonista della nostra tormentata vita giudiziaria. Quella scala che vediamo in fondo al corridoio conduce agli uffici della Procura della Repubblica e noi cercheremo di avvicinarci. Ecco una giovane donna sulle scale, sicuramente un giudice di nuova nomina, volto pulito come vorremmo che fossero sempre i nostri giudici

"...ci scusi se la disturbiamo durante il suo lavoro..., ...prego, dica pure..., ...la società sente un grande bisogno di pulizia e ripone molte speranze nel vostro lavoro..., ...ne siamo consapevoli e cerchiamo di fare sempre del nostro meglio ..., ...cosa direbbe ai cittadini che temono il marcio e lo sporco che a volte si annida in luoghi come questo..., ...direi di stare tranquilli e che tutti noi lavoriamo per loro..., ...cosa pensa della separazione delle carriere..., ...bè, potrei dirle che io ho lavorato un pò in tutti i piani di questo edificio e che preferirei fare carriera lavorando soltanto da una parte..., ...bene, cari ascoltatori, ecco qui un operatore di giustizia favorevole alla separazione e che forse ci vuole lanciare un preciso messaggio politico..., ...senta, può dirci cosa ci vorrebbe per rendere migliore un luogo come questo..., ...bè direi che speriamo sempre che si entri in questo posto con mani pulite anche se spesso ciò non accade e allora siamo costretti a fare pulizia noi..., ...è opinione diffusa tra i cittadini che questo luogo pieno di vetri risulti spesso poco trasparente..., ...è vero, ne siamo pienamente consapevoli, ma io ed i miei colleghi siamo totalmente impegnati per risolvere il problema e rendere tutto totalmente trasparente..., ...in che rapporti siete con la Polizia Giudiziaria..., ...spesso negli uffici giudiziari c'è un problema di pulizia..., ...per finire, cosa pensa dei collaboratori di giustizia..., ...lamentiamo spesso la mancanza di collaborazione e senza collaborazione lo sporco rischia di infiltrarsi ovunque..., ...bene, allusiva e fin troppo eloquente, per oggi abbiamo concluso. Restituiamo quindi al suo prezioso lavoro questa giovane operatrice di giustizia, della quale, per motivi di riservatezza non sveleremo il nome. Vi ringraziamo della vostra attenzione e per averci accompagnati in questo viaggio all'interno dei problemi che affliggono la nostra giustizia.

Continuiamo a gridare la nostra insopprimibile voglia di pulizia. Alla prossima... "

La troupe si allontana e manda in onda il servizio che ottiene una grande audience, unanimi consensi di critica e viene anche proposto per un noto premio giornalistico, l'operatrice di giustizia sulle scale entra in uno sgabuzzino e ne esce con la divisa della ditta di pulizia "Giustipul" * armata di scopa, secchio, detersivi e di buona lena inizia a ripulire il palazzo di giustizia dello sporco annidato fin dentro gli angoli più riposti


* società cooperativa che ha in appalto i lavori di manutenzione e pulizia degli uffici giudiziari nota per lo slogan "Il tuo pool è impulverato, ripuliscilo con Giustipul"

28.02.2009

Vincenzo Cordovana

venerdì 20 febbraio 2009

Parole 1

Il linguaggio è un pò un miraggio,
per ipocrite ragioni
descriviamo certe cose
con perifrasi e allusioni.

Se raccogli dei rifiuti,
per pulir la società,
non descrivon la mondezza
che al tuo impiego si confà
ma ritengon che ciò sia
operar d’ecologia.

Se tu vedi un ragazzone,
col suo cane e col bastone,
che cammina lentamente
e tastando lo stradone,
tu ritieni che sia bieco
dire: “ là è passato un cieco”
ma poi credi conveniente
definirlo un “non vedente”.

O se v’è una malattia
che la vita poi ti invola
tu non dici la parola,
chissà mai per qual ragione,
che è di una costellazione.
ma descrivi, e ciò è opinabile,
una gran male che è incurabile.

Non capisco allor la gente
che ritiene un “impotente” chi
in amor non è possente.
C’è più garbo e discrezione,
al descriver questo amante,
che si dica: “… lor signori,
quello è un un uomo non trombante...”

29.01.2007

Vincenzo Cordovana
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Varietà by Vincenzo Cordovana is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.