Non ho mai visto Genova
eppure, dal mio mare siciliano,
mi sembra di scorgere, remota,
Genova, laggiù, molto lontano.
Chissà, se un giorno navigassi
cercando l'orizzonte,
e non perissi, forse sarebbe lì,
l'ignota amica Genova, di fronte.
O forse non esisti,
sei solo un'illusione,
Genova, miraggio
di un'altra dimensione.
Eppur quasi ti vedo,
da terra siciliana,
sei terra, vita, ascolto
oppur Fata Morgana?
Forse tu sei l'immagine
riflessa del mio volto,
arrivo e pur partenza
di un mondo capovolto.
Forse questo mio mare
non tocca la tua sponda
e viaggia inarrestato
seguendo la sua onda.
O forse, come me,
sei solo un'inquietudine
unita dal mare,
opposta solitudine.
10.10.2011
mercoledì 1 febbraio 2012
sabato 19 novembre 2011
Veramente falso
Dalla cronaca locale di una città del sud
“...Una brillante operazione di polizia ha smascherato una banda di extracomunitari centroafricani scoperti a vendere vere borse di Valentino, Gucci e Rocco Barocco spacciandole per false e con la diretta complicità degli stessi stilisti che sembra, dalle prime indiscrezioni, fossero addirittura a capo della criminale organizzazione.
Dopo mesi di appostamenti e camuffamenti (sembra che un infiltrato dei corpi speciali alto cm.165 si sia travestito da vu cumprà confondendosi perfettamente con venditori abusivi watussi alti cm.210 ) ed avvalendosi anche di intercettazioni ambientali i militari sono riusciti a stringere la morsa della giustizia sui lestofanti chiarendo i dettagli della oscura vicenda.
Secondo la ricostruzione degli investigatori a capo dell'organizzazione criminale si trovavano proprio i succitati stilisti i quali vedendo precipitare le vendite ed il fatturato delle loro borse, del valore medio di tremila euro cadauna ed avuta notizia della grande richiesta di borse assolutamente identiche, ma false, hanno messo in piedi la truffa con lo scopo di spacciare come false vendendole ad euri dieci trattabili le loro borse da euri tremila a prezzo imposto.
Si può immaginare lo stupore e lo sdegno degli ignari acquirenti i quali credendo di acquistare una borsa di falso Gucci, falso Valentino e falso Rocco Barocco si trovavano una borsa veramente griffata.
Rompendo il velo di omertà alcuni acquirenti hanno deciso di venire allo scoperto e denunciare l'ignobile truffa.
A questi nostri concittadini coraggiosi va tutta la nostra solidarietà e la nostra stima. Sono quindi scattate le indagini condotte dagli inquirenti nel massimo riserbo fino al blitz di oggi che ha messo la parola fine alla triste vicenda
Per districare l'enigma e giungere all'incriminazione dei colpevoli gli investigatori si sono avvalsi della consulenza di consulenti esperti nel settore della contraffazione dei marchi i quali hanno chiarito in maniera inequivocabile che i marchi erano “autenticamente veri” e non “autenticamente falsi” come in maniera surrettizia veniva loro fatto credere.
Da qui sono scattate l'incriminazione per “falso di falso” e le manette per tutti..."
Ultim'ora, nota di agenzia:
apprendiamo in questo momento che tutti gli incriminati dell'operazione ”veramente falso connection” sono evasi, sembra infatti che le manette usate dagli agenti della squadra catturandi fossero delle manette giocattolo anch'esse “veramente false” acquistate per condivisibili necessità di bilancio a seguito di gara pubblica al prezzo di euro uno la dozzina da fornitori extracomunitari indiani
(...vi è falso fallace e falso veritiero,
se il mondo avremo falso che falso sia davvero...)
11.04.2011
“...Una brillante operazione di polizia ha smascherato una banda di extracomunitari centroafricani scoperti a vendere vere borse di Valentino, Gucci e Rocco Barocco spacciandole per false e con la diretta complicità degli stessi stilisti che sembra, dalle prime indiscrezioni, fossero addirittura a capo della criminale organizzazione.
Dopo mesi di appostamenti e camuffamenti (sembra che un infiltrato dei corpi speciali alto cm.165 si sia travestito da vu cumprà confondendosi perfettamente con venditori abusivi watussi alti cm.210 ) ed avvalendosi anche di intercettazioni ambientali i militari sono riusciti a stringere la morsa della giustizia sui lestofanti chiarendo i dettagli della oscura vicenda.
Secondo la ricostruzione degli investigatori a capo dell'organizzazione criminale si trovavano proprio i succitati stilisti i quali vedendo precipitare le vendite ed il fatturato delle loro borse, del valore medio di tremila euro cadauna ed avuta notizia della grande richiesta di borse assolutamente identiche, ma false, hanno messo in piedi la truffa con lo scopo di spacciare come false vendendole ad euri dieci trattabili le loro borse da euri tremila a prezzo imposto.
Si può immaginare lo stupore e lo sdegno degli ignari acquirenti i quali credendo di acquistare una borsa di falso Gucci, falso Valentino e falso Rocco Barocco si trovavano una borsa veramente griffata.
Rompendo il velo di omertà alcuni acquirenti hanno deciso di venire allo scoperto e denunciare l'ignobile truffa.
A questi nostri concittadini coraggiosi va tutta la nostra solidarietà e la nostra stima. Sono quindi scattate le indagini condotte dagli inquirenti nel massimo riserbo fino al blitz di oggi che ha messo la parola fine alla triste vicenda
Per districare l'enigma e giungere all'incriminazione dei colpevoli gli investigatori si sono avvalsi della consulenza di consulenti esperti nel settore della contraffazione dei marchi i quali hanno chiarito in maniera inequivocabile che i marchi erano “autenticamente veri” e non “autenticamente falsi” come in maniera surrettizia veniva loro fatto credere.
Da qui sono scattate l'incriminazione per “falso di falso” e le manette per tutti..."
Ultim'ora, nota di agenzia:
apprendiamo in questo momento che tutti gli incriminati dell'operazione ”veramente falso connection” sono evasi, sembra infatti che le manette usate dagli agenti della squadra catturandi fossero delle manette giocattolo anch'esse “veramente false” acquistate per condivisibili necessità di bilancio a seguito di gara pubblica al prezzo di euro uno la dozzina da fornitori extracomunitari indiani
(...vi è falso fallace e falso veritiero,
se il mondo avremo falso che falso sia davvero...)
11.04.2011
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giovedì 9 giugno 2011
Interismo
Ragazzi, andateci piano con la passione sportiva di colore nerazzurro, vi lasciate abbindolare dall'Inter soltanto perchè si chiama Internazionale, se si fosse chiamata Intercomunale o Interpadana i tifosi si conterebbero sulla punta delle dita. Non vi rendete conto che subite la suggestione del nome?
Se si chiamasse Intergalattica avrebbe ancora più spasimanti.
In lei non vedete la squadra della fredda Milano, dove noi siciliani siamo andati ad emigrare, ma l'affermazione dell'idea romantica di un socialismo calcistico.
E poi, vi rendete conto che se si affermasse questa idea della squadra Internazionale, ovvero la squadra che rappresenta tutte le squadre e tutti paesi del mondo contro chi si dovrebbe giocare? Contro se stessi?
Questo fatto costituisce un pericolo gravissimo per lo sport in generale e per il calcio in particolare.
Quel bellissimo antagonismo sportivo secondo il quale chi non salta è questo o quello e che porta a rinnovare ogni domenica il parco macchine ed il parco vetrine intorno allo stadio che fine farebbe se veramente esistesse una quadra Internazionale che gioca contro se stessa? E non pensiamo ai vetrai ed ai carrozzieri? Ed anche ai tanti giovani disoccupati del Sud che sognano il posto fisso entrando in Polizia? Se non fosse più necessario circondare gli stadi in assetto antisommossa ci sarebbe sicuramente il dimezzamento degli organici, non si farebbero più concorsi e molti giovani che volevano lavorare al servizio dello Stato per vivere sarebbero costretti ad andare a rubare finendo per farsi arrestare dai pochi poliziotti rimasti in servizio.
Trasformeremmo degli aspiranti servitori dello Stato in tanti delinquenti
No, questo mai !!!
Sono sempre più convinto che l'Internazionale non può e non debba esistere, in nome dello Sport e del PIL (prodotto Interno Lordo).
L'esistenza dell'Internazionale mina la base della nostra società che è basata sul localismo sociale e calcistico e quindi si propone di prendere a calci chi proviene da altri paesi e si infiamma barbaramente quando segnala la barbara squadra del proprio barbaro cuore
18.10.2009
Vincenzo Cordovana
Se si chiamasse Intergalattica avrebbe ancora più spasimanti.
In lei non vedete la squadra della fredda Milano, dove noi siciliani siamo andati ad emigrare, ma l'affermazione dell'idea romantica di un socialismo calcistico.
E poi, vi rendete conto che se si affermasse questa idea della squadra Internazionale, ovvero la squadra che rappresenta tutte le squadre e tutti paesi del mondo contro chi si dovrebbe giocare? Contro se stessi?
Questo fatto costituisce un pericolo gravissimo per lo sport in generale e per il calcio in particolare.
Quel bellissimo antagonismo sportivo secondo il quale chi non salta è questo o quello e che porta a rinnovare ogni domenica il parco macchine ed il parco vetrine intorno allo stadio che fine farebbe se veramente esistesse una quadra Internazionale che gioca contro se stessa? E non pensiamo ai vetrai ed ai carrozzieri? Ed anche ai tanti giovani disoccupati del Sud che sognano il posto fisso entrando in Polizia? Se non fosse più necessario circondare gli stadi in assetto antisommossa ci sarebbe sicuramente il dimezzamento degli organici, non si farebbero più concorsi e molti giovani che volevano lavorare al servizio dello Stato per vivere sarebbero costretti ad andare a rubare finendo per farsi arrestare dai pochi poliziotti rimasti in servizio.
Trasformeremmo degli aspiranti servitori dello Stato in tanti delinquenti
No, questo mai !!!
Sono sempre più convinto che l'Internazionale non può e non debba esistere, in nome dello Sport e del PIL (prodotto Interno Lordo).
L'esistenza dell'Internazionale mina la base della nostra società che è basata sul localismo sociale e calcistico e quindi si propone di prendere a calci chi proviene da altri paesi e si infiamma barbaramente quando segnala la barbara squadra del proprio barbaro cuore
18.10.2009
Vincenzo Cordovana
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venerdì 4 marzo 2011
Eskimo
Un sogno e la passione, si sa,
financo potranno rivoltare
una barca finita a capofitto
in mezzo al mare
Così rivarchi, bagnato,
sul più bello,
limpido il confine
del pesce con l’uccello.
Ma guarda un po' che strano,
nel mare capovolto
scovo che un mio pensiero
tra i flutti si è dissolto
Ed ecco, all’improvviso,
riemerge bagnato il cuore e il viso,
l’uno batte di gioia
quell’altro col sorriso
Vincenzo Cordovana
22.10.2010
financo potranno rivoltare
una barca finita a capofitto
in mezzo al mare
Così rivarchi, bagnato,
sul più bello,
limpido il confine
del pesce con l’uccello.
Ma guarda un po' che strano,
nel mare capovolto
scovo che un mio pensiero
tra i flutti si è dissolto
Ed ecco, all’improvviso,
riemerge bagnato il cuore e il viso,
l’uno batte di gioia
quell’altro col sorriso
Vincenzo Cordovana
22.10.2010
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venerdì 5 novembre 2010
Rimbalzi
Ricordo quel colore,
io ero un ragazzino,
ricordo quel calore,
di maggio, un bel mattino.
Ricordo che inseguivo,
rotonda la mia meta,
che calma rimbalzava,
un po' stella cometa.
Ricordo come allora
che in essa mi annullavo,
cieli, abissi, mari, monti
leggero valicavo.
Ricordo che quel mondo,
sudato sul campetto,
facevo rotolare
con semplice calcetto.
Chissà se l'universo,
la vita e pur l'amore
sia solo un bel trastullo
del Grande Calciatore.
Chissà se il mappamondo,
la notte, la mattina,
sia solo, da gioco,
che rimbalza, una pallina
03.09.2010
io ero un ragazzino,
ricordo quel calore,
di maggio, un bel mattino.
Ricordo che inseguivo,
rotonda la mia meta,
che calma rimbalzava,
un po' stella cometa.
Ricordo come allora
che in essa mi annullavo,
cieli, abissi, mari, monti
leggero valicavo.
Ricordo che quel mondo,
sudato sul campetto,
facevo rotolare
con semplice calcetto.
Chissà se l'universo,
la vita e pur l'amore
sia solo un bel trastullo
del Grande Calciatore.
Chissà se il mappamondo,
la notte, la mattina,
sia solo, da gioco,
che rimbalza, una pallina
03.09.2010
venerdì 25 giugno 2010
Vivo nella finzione, per davvero
Lui amava la finzione
Lei amava la verità
Lui fingeva di amarla
Lei disse: “...no, non ci sto, non farò come te, non ti seguirò sulla strada dei falsi significati...!” e non lo amò più
Lei voleva un amore vero.
Allora lui smise di fingere di amarla ed iniziò a fingere di non amarla.
Lei disse: “...no, ci sto, non farò come te, non ti seguirò sulla strada dei falsi significati...!” e lo amò di nuovo.
Lei voleva un non amore vero.
L'amor si alimenta, alla bisogna,
della vita, del vero e pur della menzogna
25.06.2010
Vincenzo Cordovana
Lei amava la verità
Lui fingeva di amarla
Lei disse: “...no, non ci sto, non farò come te, non ti seguirò sulla strada dei falsi significati...!” e non lo amò più
Lei voleva un amore vero.
Allora lui smise di fingere di amarla ed iniziò a fingere di non amarla.
Lei disse: “...no, ci sto, non farò come te, non ti seguirò sulla strada dei falsi significati...!” e lo amò di nuovo.
Lei voleva un non amore vero.
L'amor si alimenta, alla bisogna,
della vita, del vero e pur della menzogna
25.06.2010
Vincenzo Cordovana
giovedì 17 giugno 2010
Insindacabilmente Sindaco
Godereccio e gaglioffo, proprio come piace a me.
Non si batte per la legalità che lega e non pretende di moralizzare nessuno.
Preferisce una collaboratrice carina e disponibile che non pretenda di essere anche intelligente (il Signore non può dare tutto ad una persona) ad una meno carina che gli altri ipotizzano che essendo meno carina debba essere almeno intelligente (nella speranza che lo stesso Signore di cui sopra abbia avuto la benevolenza di concederle almeno una qualità).
Non dilapida le risorse pubbliche in progetti di pubblica utilità ben sapendo, da profondo conoscitore dell'animo umano qual è, che la collettività è la somma di individui che cercano di avvantaggiarsi a danno della collettività.
Lui non ci casca e preferisce presentarsi direttamente come garante dell'individualità, esemplarmente cominciando dalla sua.
Non promette nulla e quindi non è obbligato a mantenere nulla.
Lui non potrà mai tradire le nostre aspettative perchè noi da lui non dovremo attenderci nulla.
Lui non è un finto altruista, lui è sempre se stesso, è sempre sanamente e coerentemente egoista (lui sa bene che a volte l'egoismo, se sincero, ha delle ricadute positive anche negli altri e quindi può avere una retro lettura a carattere involontariamente altruistico).
Sei una simpatica canaglia.
Mio Sindaco, ti adoro,
ti voto per ossimoro
17.06.2010
Non si batte per la legalità che lega e non pretende di moralizzare nessuno.
Preferisce una collaboratrice carina e disponibile che non pretenda di essere anche intelligente (il Signore non può dare tutto ad una persona) ad una meno carina che gli altri ipotizzano che essendo meno carina debba essere almeno intelligente (nella speranza che lo stesso Signore di cui sopra abbia avuto la benevolenza di concederle almeno una qualità).
Non dilapida le risorse pubbliche in progetti di pubblica utilità ben sapendo, da profondo conoscitore dell'animo umano qual è, che la collettività è la somma di individui che cercano di avvantaggiarsi a danno della collettività.
Lui non ci casca e preferisce presentarsi direttamente come garante dell'individualità, esemplarmente cominciando dalla sua.
Non promette nulla e quindi non è obbligato a mantenere nulla.
Lui non potrà mai tradire le nostre aspettative perchè noi da lui non dovremo attenderci nulla.
Lui non è un finto altruista, lui è sempre se stesso, è sempre sanamente e coerentemente egoista (lui sa bene che a volte l'egoismo, se sincero, ha delle ricadute positive anche negli altri e quindi può avere una retro lettura a carattere involontariamente altruistico).
Sei una simpatica canaglia.
Mio Sindaco, ti adoro,
ti voto per ossimoro
17.06.2010
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