giovedì 14 gennaio 2010

Alicudi



Mentre cammino per la strada in riva al mare
osservo all'orizzonte velato il monte di un'isola solare

L'alba ne illumina le coste e, in lontananza,
ne immagino il calore, il sapore, la fragranza.

Emersa dal mare, dal nulla, dagli abissi
sembra parlarmi, come se la sentissi.

Sogno un giorno di circumnavigare,
sospinto dal mio vento, quel frutto in mezzo al mare.

Sfiorar solo le coste, senza toccare niente,
sentir solo la voce che parla intimamente

Ecco, la terra laggiù, lontano ho scorto,
colto un segreto torno felice in porto

12.01.2010

Vincenzo Cordovana

lunedì 11 gennaio 2010

Disgelo (Biancaneve trova l'amore e lo perde subito dopo)

Baciata dal Principe con il calore della passione Biancaneve si sciolse quale neve al sole finchè, a causa della troppa passione e del troppo calore, evaporò.
Nel vederla liquefarsi e poi svanire il Principe ci rimase molto male (possiamo di certo ironizzare e dire che Biancaneve fece andare in bianco il Principe Azzurro) e non gli restò di meglio da fare che aspettare che piovesse ma Biancaneve, ormai diventata nuvola, sospinta dal vento si allontanò moltissimo sino a trasformarsi in una nevicata caduta soffice su un ghiacciaio.
Li, ricompattatasi, conobbe un uomo gigantesco (lei che sino ad allora aveva conosciuto soltanto nani ne rimase favorevolmente impressionata), molto peloso e poco sofisticato, sicuramente meno del principe, con il quale ebbe una relazione entusiasmante e priva di parole
Del Principe si favoleggia che per cercarla, disperato, sia diventato un grande alpinista e che abbia anche iniziato a parlare un italiano ridicolo

MORALE: Principi latini e calienti, non baciate mai donne gelide e di ghiaccio, di loro vi potrebbe rimanere soltanto il vapore acqueo.
Biancanevi, fatevi baciare soltanto da pupazzi di neve e, comunque sia, da esseri umani e non che abbiano la vostra stessa temperatura

11.01.2010

Vincenzo Cordovana

martedì 5 gennaio 2010

Buoncostume

"Bella prostituta arrestata per adescamento. Il Giudice acquisisce il corpo del reato"

Il Giudice ha solo voglia di Giustizia.
E' appagato quando ha incontrato la Giustizia.
La parola Giudice è maschile
La parola Giustizia è femminile
Non ci trovo niente di strano che tra loro scatti l'istinto
Un vero Giudice cerca sempre la Giustizia e la chiama il suo punto G
Anche in una bella prostituta arrestata per adescamento il Giudice ricerca la Giustizia, quella vera, con la G maiuscola

05.01.2010
Vincenzo Cordovana

mercoledì 30 dicembre 2009

Fuga interfestiva

Ieri sera sono stato coinvolto in un invito parental amicale, di quelli che fioriscono tra Natale e Capodanno e che presuppongono un carattere socievole e conviviale, pronto ad accettare di buon grado la proposta post natalizia del mercante in Fiera e del Sette e Mezzo.
Io, purtroppo o per fortuna, non ho un carattere simile ed ho sentito di dovermi premunire per affrontare senza traumi la seratina sociale.
Approfittando del fatto che, dopo un protratto periodo di sosta, da circa una settimana ho ripreso la mia attività podistica seguendo un nuovo, inatteso entusiasmo (a volte quello che sembrava accantonato e messo da parte, rimosso, riemerge improvviso ed anche prepotente....mistero!!!) ho agito con premeditazione ed ho messo in macchina un completo set da podista invernale (zainetto, guanti, cappellino, ceratina, bottiglietta d'acqua, fazzolettini, snack, scarpe, tovaglia, ricambi vari ecc.).
E così, iniziata la seratina con giocatina socializzante, ho atteso che il mio disadattamento fosse di intensità sufficiente (cosa che si è verificata prima di quanto io stesso potessi prevedere) ed alle 21 e 30 è scattata l'autoespulsione.
Ho salutato tutti i convenuti al tavolo verde imbiancato dallo zucchero delle fette di pandoro di circostanza, mi sono chiuso in bagno dove mi sono cambiato e sono riuscito in perfetta tenuta da Forrest Gump.
Una vera metamorfosi.
Mi sono sentito una sorta di Clark Kent convertito in Superman per cambio look ad ultra velocità dentro una cabina telefonica.
Io, più semplicemente, mi sono cambiato dentro il cesso di mio cognato, però mi sentivo altrettanto eroico.
I mercantinfieristi si sono voltati mostrando stupore, preoccupazione e disgusto.
“...Ma dove stai andando? Stai uscendo? A quest'ora? E' buio, sono quasi le dieci, c'è freddo, non hai paura delle macchine? Non hai paura che qualche cane ti possa addentare? Ma noi siamo tutti qua? Ma ti pare giusto andartene? Che senso ha se siamo tutti insieme? Dai, non è il caso, lo potresti fare in qualsiasi altro momento...”. E così via con altre banalità di questo tenore.
Non è il caso? Altro se lo è...!!!
Ho sorriso forzatamente e con una punta di acidità distruttiva ho risposto semplicemente: “...no, preferisco andare a correre...”.
E sono uscito.
Solo, aria frizzante, buio, una bella salita nella notte verso una mia meta eroica scelta lì per lì, la cima della collina oltre il paese. Passo lento, cadenzato, bella fatica, sudorino, poi sudore. Salgo ancora nel buio. Sono sempre più lontano dalla festicciola, sempre più stanchetto (sono impegnato in una salita che ritengo degna di Fausto Coppi anzi mi immagino di scalare le Tre Cime di Lavaredo a piedi anche se, in realtà, sono impegnato ad affrontare una innocente collinetta).
Ho superato il centro abitato e continuo ad immergermi nel buio della campagna e di una montagnola che mi estenua.
Ho completamente dimenticato il Mercante in Fiera, il mio unico obiettivo è la cima della collinetta (che vado allucinando come farebbe un gregario al Tour de France con la vetta del Colle dell'Izoard).
Ancora cinquecento metri e sono in cima.........., META RAGGIUNTA!!!!!!!!!!!!!
Gran premio della montagna!!!!!
Sono in alto.
Vedo, molto in basso, sotto di me la strada già percorsa.
Caspita quanto sono in alto.
Una delle lucine sotto di me è la casa dei convenuti di mia conoscenza dove si consuma il rito della festa ed il disgusto e la preoccupazione per la provocazione del mio dissenso.
Il dissenso è un cattivo esempio, meglio abbassare la testa e distribuire le carte per la prossima manche
Qua in alto fa un po' di freddino.
Metto la ceratina, libero la mia vescica sollecitata dalla temperatura, bevo un po' d'acqua ed inizio la discesa.
A tratti mi sento un aliante che plana verso l'aeroporto.
Mentre scendo con corsetta dal passo controllato cominciano ad avvicinarsi le luci del centro abitato.
Tornare nella luce e tra le case è rassicurante e lo apprezzo maggiormente perchè ho voluto provare la frizzante emozione di una paurina, quella di correre da solo nel buio della notte, in salita, verso una cima (cimetta) dopo avere detto no al Mercante in Fiera.
Acquisite sensazioni, odori.....pensieri? No, pensieri no! Solo sensazioni, i pensieri forse verranno in seguito, sento le gambe procedere sciolte sulla strada del ritorno.
Sono quasi arrivato, ecco, mancano poche centinaia di metri, ultimo sforzo....!!!
Rientro sudato e congestionato, endorfinizzato a sufficienza per riaffrontare il precapodanno.
Doccia, dismetto il costume e mi riapproprio della mia identità sociale.
Parlo, scherzo, scambio opinioni.
Le sensazioni rimangono mie ed incondivise. Sono in un ambiente pieno di luce ma dentro di me è rimasto ancora un poco di buio, un poco di frizzante paurina.
Mi riassaporo queste sensazioni ed affronto il disappunto di chi mi avrebbe voluto banditore del gioco sociale.
Vivo il piacere del ritorno dopo la fuga, della luce dopo il buio e la solitudine, del conforto dopo la paura, di un pensiero dopo una sensazione, di un ricordo dopo un sentimento.

30.12.2009
Vincenzo Cordovana

martedì 22 dicembre 2009

Dimenticarte

A volte si ricorda, a volte si dimentica.
Si vuole ricordare, si vuole dimenticare.
Un ricordo può emergere ricordando,
un ricordo può emergere dimenticando.
Ricordare è naturale,
dimenticare è naturale ma può anche essere un'arte.

Ho voluto dimenticare,
ho coltivato la sublime arte della cancellazione dei ricordi.
Appassionato ho combattuto eroicamente contro l'ambigua ed insidiosa seduzione della memoria.
E' stata una lotta impari, condotta senza esclusione di colpi.
Enorme è stata la gioia quando ho vinto la partita.
Ho voluto dimenticare ed i miei sforzi sono stati premiati.
Finalmente ho dimenticato tutto.
Ho anche dimenticato di dimenticare.
Ora non ricordo più perchè ricordo...ancora

22.12.2009
Vincenzo Cordovana

giovedì 10 dicembre 2009

Olfami il cuore
















La dolce Frida
(foto di Maurizio Crispi)

Ciao dolce Frida, nasone prominente,
forse con quel tartufo tu senti ulteriormente,
non son soltanto odori quelli che percepisci
forse cio che è nel cuore col naso tu intuisci.

Mi fissi con quegli occhi che guardano lontano,
oltre la mia apparenza, un gesto, la mia mano,
a te certo non sfuggo, un intimo dolore
rimane catturato dal naso indagatore.

Io sento quest'anima a me tanto vicina,
un'anima olfattiva, sensibile, canina.
Senti forse l'odore di un forte sentimento
e scavi con grande canino accanimento

Brava la Fridolina, ecco l'hai ritrovato,
scava decisa dentro al mio cuor come in un prato,
a me sembra impossibile trovar quella parola
che solo annusandomi capir puoi tu, da sola

10.12.2009
Vincenzo Cordovana

lunedì 7 dicembre 2009

Oscure deiezioni



Domenica, sciarpato e bandanato salgo le scale tempio ove si celebra settimanale rito sfera rotolante e turbinante che ventidue sacerdoti iperpolpacciuti cercano irretire oltre parte e porta avversa.
Speranza, anzi certezza affermazione, gloria, celebrazione universale apprezzamento nostra stupenda identità quest'oggi manifestantesi tramite contesa feticcio forma perfettamente sferica rimbalzo controllato verificato terna garanti regolarità evento.
Cibato a dovere ingeriti abbondanti liquidi, anzi troppi, sollecitasi fisiologia diuresi con urgenza attivazione organo emuntorio scorie liquide metabolismo umano.
Comportamento altresì etologicamente motivato virile necessità marcare possesso territorio, inibito contendenti, tramite emissione tracce olfattive aminoacidi aromatici presenti succitato prodotto escrezione.
Temporaneamente interrotta ascesa tempio necessaria breve sosta luogo deputato escrezione collettiva fedeli-celebranti sesso maschile.
Accedo ambiente atto alla bisogna.
Passo celere presupponente fugace sosta.
Improvviso, inatteso rallentamento
Causa guasto impianto illuminazione locale-escrezioni ambiente immerso buio pesto.
Adattata pupilla ambiente privo luce intravedonsi contorni chiari semicerchi cementati muro atti raccogliere scorie liquide organismo umano sesso maschile
Strana relazione clamore-vivida luce toni ovattati-oscurità.
Luogo oscuro emerge silente quale isola ritmo lento tra fragore e turbinio prossima coinvolgente apoteosi.
Passione struggente invadente mente subisce pacata involuzione in luogo offuscato destinato deiezione.
Impegno totale raggiungere citato obiettivo fissato sul muro ed ivi deporre sostanze azotate.
Ambiente stipato compagni d'urina anch'essi impegnati oscuro progetto.
Volti non visti qual corpi fantasmi.
Ecco conquisto il mio punto escretivo.
Con calma proietto al muro il mio getto.
Accanto avvicendansi sagome silenti. Definiamo, pacati, programma d'azione, la cinta, il bottone, la cerniera, il pantalone.
Tutto si avvicenda in studiata sequenza.
Vanificate precedenti certezze configuranti azione automatica quasi priva consapevolezza.
Oscurità silente impone nuova consapevolezza anche azioni da sempre acquisite e impensate.
Con calma, conclusa fisiologica incombenza, raggiungo l'uscita, la luce la salita.
Un attimo mi fermo, respiro e mi frastorno.
Disassuefatto già mi ero a quella gente intorno.
Riprende tra poco la vita, la luce, il gran clamore, emergo e vedo il verde, si vince oppur si perde
Dimentico, coinvolto quel luogo rallentato, oscuro e pur silente, ove ero soffermato.
No, non ancora, vi è in me ulteriore urgenza
Mi fermo un altro poco, rientro con sgomento, elimino, inatteso un nuovo, altro tormento, qualcosa che non tollero tenere anche un momento, ricerco all'oscuro, affisso al muro il tondo, non posso trattener quel che ho dentro, anche un secondo. Con calma reintrodottomi nel luogo misterioso ne esco più leggero, più calmo, anche più vero.
Basta non c'è più tempo per altre deiezioni, non posso subir della quiete tentazioni.
Riprendo, recupero ruolo contesa integrato clamorosa partecipazione.
Mente già sgombra recente esperienza oscura.
Totale apparente integrazione gruppo partecipanti strepito inneggiante opportuna sopraffazione avversario.
Mio sguardo fiero, invincibilmente partecipante evento
Finita prima parte celebrazione, sopraggiunta prevista stasi sento urgere nuova impellente attivazione organo emuntorio causa abbondantissimissima pregressa assunzione liquidi non del tutto metabolizzati inducente mia sollecita reintroduzione luogo oscuro e silente deputato eliminazione scorie recupero pax sfinterica. Subenta rilassamento vescicale inaspettatamente connesso provvido sollievo emozionale

01.12.2009
Vincenzo Cordovana
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