mercoledì 30 dicembre 2009

Fuga interfestiva

Ieri sera sono stato coinvolto in un invito parental amicale, di quelli che fioriscono tra Natale e Capodanno e che presuppongono un carattere socievole e conviviale, pronto ad accettare di buon grado la proposta post natalizia del mercante in Fiera e del Sette e Mezzo.
Io, purtroppo o per fortuna, non ho un carattere simile ed ho sentito di dovermi premunire per affrontare senza traumi la seratina sociale.
Approfittando del fatto che, dopo un protratto periodo di sosta, da circa una settimana ho ripreso la mia attività podistica seguendo un nuovo, inatteso entusiasmo (a volte quello che sembrava accantonato e messo da parte, rimosso, riemerge improvviso ed anche prepotente....mistero!!!) ho agito con premeditazione ed ho messo in macchina un completo set da podista invernale (zainetto, guanti, cappellino, ceratina, bottiglietta d'acqua, fazzolettini, snack, scarpe, tovaglia, ricambi vari ecc.).
E così, iniziata la seratina con giocatina socializzante, ho atteso che il mio disadattamento fosse di intensità sufficiente (cosa che si è verificata prima di quanto io stesso potessi prevedere) ed alle 21 e 30 è scattata l'autoespulsione.
Ho salutato tutti i convenuti al tavolo verde imbiancato dallo zucchero delle fette di pandoro di circostanza, mi sono chiuso in bagno dove mi sono cambiato e sono riuscito in perfetta tenuta da Forrest Gump.
Una vera metamorfosi.
Mi sono sentito una sorta di Clark Kent convertito in Superman per cambio look ad ultra velocità dentro una cabina telefonica.
Io, più semplicemente, mi sono cambiato dentro il cesso di mio cognato, però mi sentivo altrettanto eroico.
I mercantinfieristi si sono voltati mostrando stupore, preoccupazione e disgusto.
“...Ma dove stai andando? Stai uscendo? A quest'ora? E' buio, sono quasi le dieci, c'è freddo, non hai paura delle macchine? Non hai paura che qualche cane ti possa addentare? Ma noi siamo tutti qua? Ma ti pare giusto andartene? Che senso ha se siamo tutti insieme? Dai, non è il caso, lo potresti fare in qualsiasi altro momento...”. E così via con altre banalità di questo tenore.
Non è il caso? Altro se lo è...!!!
Ho sorriso forzatamente e con una punta di acidità distruttiva ho risposto semplicemente: “...no, preferisco andare a correre...”.
E sono uscito.
Solo, aria frizzante, buio, una bella salita nella notte verso una mia meta eroica scelta lì per lì, la cima della collina oltre il paese. Passo lento, cadenzato, bella fatica, sudorino, poi sudore. Salgo ancora nel buio. Sono sempre più lontano dalla festicciola, sempre più stanchetto (sono impegnato in una salita che ritengo degna di Fausto Coppi anzi mi immagino di scalare le Tre Cime di Lavaredo a piedi anche se, in realtà, sono impegnato ad affrontare una innocente collinetta).
Ho superato il centro abitato e continuo ad immergermi nel buio della campagna e di una montagnola che mi estenua.
Ho completamente dimenticato il Mercante in Fiera, il mio unico obiettivo è la cima della collinetta (che vado allucinando come farebbe un gregario al Tour de France con la vetta del Colle dell'Izoard).
Ancora cinquecento metri e sono in cima.........., META RAGGIUNTA!!!!!!!!!!!!!
Gran premio della montagna!!!!!
Sono in alto.
Vedo, molto in basso, sotto di me la strada già percorsa.
Caspita quanto sono in alto.
Una delle lucine sotto di me è la casa dei convenuti di mia conoscenza dove si consuma il rito della festa ed il disgusto e la preoccupazione per la provocazione del mio dissenso.
Il dissenso è un cattivo esempio, meglio abbassare la testa e distribuire le carte per la prossima manche
Qua in alto fa un po' di freddino.
Metto la ceratina, libero la mia vescica sollecitata dalla temperatura, bevo un po' d'acqua ed inizio la discesa.
A tratti mi sento un aliante che plana verso l'aeroporto.
Mentre scendo con corsetta dal passo controllato cominciano ad avvicinarsi le luci del centro abitato.
Tornare nella luce e tra le case è rassicurante e lo apprezzo maggiormente perchè ho voluto provare la frizzante emozione di una paurina, quella di correre da solo nel buio della notte, in salita, verso una cima (cimetta) dopo avere detto no al Mercante in Fiera.
Acquisite sensazioni, odori.....pensieri? No, pensieri no! Solo sensazioni, i pensieri forse verranno in seguito, sento le gambe procedere sciolte sulla strada del ritorno.
Sono quasi arrivato, ecco, mancano poche centinaia di metri, ultimo sforzo....!!!
Rientro sudato e congestionato, endorfinizzato a sufficienza per riaffrontare il precapodanno.
Doccia, dismetto il costume e mi riapproprio della mia identità sociale.
Parlo, scherzo, scambio opinioni.
Le sensazioni rimangono mie ed incondivise. Sono in un ambiente pieno di luce ma dentro di me è rimasto ancora un poco di buio, un poco di frizzante paurina.
Mi riassaporo queste sensazioni ed affronto il disappunto di chi mi avrebbe voluto banditore del gioco sociale.
Vivo il piacere del ritorno dopo la fuga, della luce dopo il buio e la solitudine, del conforto dopo la paura, di un pensiero dopo una sensazione, di un ricordo dopo un sentimento.

30.12.2009
Vincenzo Cordovana

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sensazioni sensazioni
vogliono tutti provare
non ci bastano le solite emozioni
vogliamo bruciare
sensazioni sensazioni
sensazioni forti
non importa se la vita sarà breve
vogliamo godere
.... il tuo nuovo post mi carezza il ricordo di una vecchia canzone del buon Vasco:
sensazioni sensazioni
non sono mai abbastanza
troppo presto ci si abitua
ci si stanca
ma è impossibile impossibile
far senza
sensazioni sensazioni sensazioni
sempre più forti
non importa se la vita sarà breve
vogliamo godere godere godere
.. hai ragione domani mi ordino il flicorno soprano!
Giovannello

daniela ha detto...

mi piace la tua fuga, mi ci ritrovo, non corro ma provo le tue stesse sensazioni quando faccio una qualunque scelta che però per me ha un significato particolare: essere me stessa, sempre, senza dover spiegare, senza dovermi adattare e con il frizzante piacere di sentirmi bene...

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