Dopo secoli di odiosa tirannia
viviamo adesso nella democrazia.
Vi sono state guerre, disastro generale,
per farci poi votare a cadenza quinquennale.
Godiamo di un sistema che è semplice e perfetto,
basta un foglietto, un lapis ed anche un siparietto
che sembra proprio quello di un piccolo teatrino
(nessuno pensi adesso di esser burattino).
Entrati trepidanti dentro la casetta
guardinghi deponiamo sul foglio una crocetta
liberamente scegliendo tra le opzioni
di quattro o cinque social proposizioni.
Usciti quindi con passo rallentato
rendiamo il bel foglietto inscatolato.
Basta, hai già finito, non devi far più niente,
per te, per cinque anni, deciderà altra gente.
E no! Non sia la tua adesione più partecipativa,
la gran democrazia è rappresentativa,
ha validi strumenti che accetterai di usare:
la gomma, la matita, la carta per segnare.
Col lapis una crocetta potrai presto segnarla
e poi, per un quinquennio, cercar di cancellarla.
Vincenzo Cordovana
16.02.2007
sabato 7 aprile 2012
lunedì 5 marzo 2012
Devozione Mariana
Proteggi Madonna vergine,
Seppur riproduttiva,
La casa mia votata a te, abusiva.
Non guardare ai miei peccati
Ma guarda dentro il cuore,
Il piano tuo divino
E non regolatore
Madonna santa, di questa, a te devota, casa,
Con animo prostrato,
Ti supplico, giammai varchi la soglia un appuntato.
Liberaci dalle ruspe
E ascolta questo invito:
Il tempio a te votato giammai sia demolito
Cosi' sia
(denuncia il mondo intero ma sana casa mia)
Vincenzo Cordovana
5 marzo 2012
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mercoledì 1 febbraio 2012
Coast to coast (Genova)
Non ho mai visto Genova
eppure, dal mio mare siciliano,
mi sembra di scorgere, remota,
Genova, laggiù, molto lontano.
Chissà, se un giorno navigassi
cercando l'orizzonte,
e non perissi, forse sarebbe lì,
l'ignota amica Genova, di fronte.
O forse non esisti,
sei solo un'illusione,
Genova, miraggio
di un'altra dimensione.
Eppur quasi ti vedo,
da terra siciliana,
sei terra, vita, ascolto
oppur Fata Morgana?
Forse tu sei l'immagine
riflessa del mio volto,
arrivo e pur partenza
di un mondo capovolto.
Forse questo mio mare
non tocca la tua sponda
e viaggia inarrestato
seguendo la sua onda.
O forse, come me,
sei solo un'inquietudine
unita dal mare,
opposta solitudine.
10.10.2011
eppure, dal mio mare siciliano,
mi sembra di scorgere, remota,
Genova, laggiù, molto lontano.
Chissà, se un giorno navigassi
cercando l'orizzonte,
e non perissi, forse sarebbe lì,
l'ignota amica Genova, di fronte.
O forse non esisti,
sei solo un'illusione,
Genova, miraggio
di un'altra dimensione.
Eppur quasi ti vedo,
da terra siciliana,
sei terra, vita, ascolto
oppur Fata Morgana?
Forse tu sei l'immagine
riflessa del mio volto,
arrivo e pur partenza
di un mondo capovolto.
Forse questo mio mare
non tocca la tua sponda
e viaggia inarrestato
seguendo la sua onda.
O forse, come me,
sei solo un'inquietudine
unita dal mare,
opposta solitudine.
10.10.2011
sabato 19 novembre 2011
Veramente falso
Dalla cronaca locale di una città del sud
“...Una brillante operazione di polizia ha smascherato una banda di extracomunitari centroafricani scoperti a vendere vere borse di Valentino, Gucci e Rocco Barocco spacciandole per false e con la diretta complicità degli stessi stilisti che sembra, dalle prime indiscrezioni, fossero addirittura a capo della criminale organizzazione.
Dopo mesi di appostamenti e camuffamenti (sembra che un infiltrato dei corpi speciali alto cm.165 si sia travestito da vu cumprà confondendosi perfettamente con venditori abusivi watussi alti cm.210 ) ed avvalendosi anche di intercettazioni ambientali i militari sono riusciti a stringere la morsa della giustizia sui lestofanti chiarendo i dettagli della oscura vicenda.
Secondo la ricostruzione degli investigatori a capo dell'organizzazione criminale si trovavano proprio i succitati stilisti i quali vedendo precipitare le vendite ed il fatturato delle loro borse, del valore medio di tremila euro cadauna ed avuta notizia della grande richiesta di borse assolutamente identiche, ma false, hanno messo in piedi la truffa con lo scopo di spacciare come false vendendole ad euri dieci trattabili le loro borse da euri tremila a prezzo imposto.
Si può immaginare lo stupore e lo sdegno degli ignari acquirenti i quali credendo di acquistare una borsa di falso Gucci, falso Valentino e falso Rocco Barocco si trovavano una borsa veramente griffata.
Rompendo il velo di omertà alcuni acquirenti hanno deciso di venire allo scoperto e denunciare l'ignobile truffa.
A questi nostri concittadini coraggiosi va tutta la nostra solidarietà e la nostra stima. Sono quindi scattate le indagini condotte dagli inquirenti nel massimo riserbo fino al blitz di oggi che ha messo la parola fine alla triste vicenda
Per districare l'enigma e giungere all'incriminazione dei colpevoli gli investigatori si sono avvalsi della consulenza di consulenti esperti nel settore della contraffazione dei marchi i quali hanno chiarito in maniera inequivocabile che i marchi erano “autenticamente veri” e non “autenticamente falsi” come in maniera surrettizia veniva loro fatto credere.
Da qui sono scattate l'incriminazione per “falso di falso” e le manette per tutti..."
Ultim'ora, nota di agenzia:
apprendiamo in questo momento che tutti gli incriminati dell'operazione ”veramente falso connection” sono evasi, sembra infatti che le manette usate dagli agenti della squadra catturandi fossero delle manette giocattolo anch'esse “veramente false” acquistate per condivisibili necessità di bilancio a seguito di gara pubblica al prezzo di euro uno la dozzina da fornitori extracomunitari indiani
(...vi è falso fallace e falso veritiero,
se il mondo avremo falso che falso sia davvero...)
11.04.2011
“...Una brillante operazione di polizia ha smascherato una banda di extracomunitari centroafricani scoperti a vendere vere borse di Valentino, Gucci e Rocco Barocco spacciandole per false e con la diretta complicità degli stessi stilisti che sembra, dalle prime indiscrezioni, fossero addirittura a capo della criminale organizzazione.
Dopo mesi di appostamenti e camuffamenti (sembra che un infiltrato dei corpi speciali alto cm.165 si sia travestito da vu cumprà confondendosi perfettamente con venditori abusivi watussi alti cm.210 ) ed avvalendosi anche di intercettazioni ambientali i militari sono riusciti a stringere la morsa della giustizia sui lestofanti chiarendo i dettagli della oscura vicenda.
Secondo la ricostruzione degli investigatori a capo dell'organizzazione criminale si trovavano proprio i succitati stilisti i quali vedendo precipitare le vendite ed il fatturato delle loro borse, del valore medio di tremila euro cadauna ed avuta notizia della grande richiesta di borse assolutamente identiche, ma false, hanno messo in piedi la truffa con lo scopo di spacciare come false vendendole ad euri dieci trattabili le loro borse da euri tremila a prezzo imposto.
Si può immaginare lo stupore e lo sdegno degli ignari acquirenti i quali credendo di acquistare una borsa di falso Gucci, falso Valentino e falso Rocco Barocco si trovavano una borsa veramente griffata.
Rompendo il velo di omertà alcuni acquirenti hanno deciso di venire allo scoperto e denunciare l'ignobile truffa.
A questi nostri concittadini coraggiosi va tutta la nostra solidarietà e la nostra stima. Sono quindi scattate le indagini condotte dagli inquirenti nel massimo riserbo fino al blitz di oggi che ha messo la parola fine alla triste vicenda
Per districare l'enigma e giungere all'incriminazione dei colpevoli gli investigatori si sono avvalsi della consulenza di consulenti esperti nel settore della contraffazione dei marchi i quali hanno chiarito in maniera inequivocabile che i marchi erano “autenticamente veri” e non “autenticamente falsi” come in maniera surrettizia veniva loro fatto credere.
Da qui sono scattate l'incriminazione per “falso di falso” e le manette per tutti..."
Ultim'ora, nota di agenzia:
apprendiamo in questo momento che tutti gli incriminati dell'operazione ”veramente falso connection” sono evasi, sembra infatti che le manette usate dagli agenti della squadra catturandi fossero delle manette giocattolo anch'esse “veramente false” acquistate per condivisibili necessità di bilancio a seguito di gara pubblica al prezzo di euro uno la dozzina da fornitori extracomunitari indiani
(...vi è falso fallace e falso veritiero,
se il mondo avremo falso che falso sia davvero...)
11.04.2011
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giovedì 9 giugno 2011
Interismo
Ragazzi, andateci piano con la passione sportiva di colore nerazzurro, vi lasciate abbindolare dall'Inter soltanto perchè si chiama Internazionale, se si fosse chiamata Intercomunale o Interpadana i tifosi si conterebbero sulla punta delle dita. Non vi rendete conto che subite la suggestione del nome?
Se si chiamasse Intergalattica avrebbe ancora più spasimanti.
In lei non vedete la squadra della fredda Milano, dove noi siciliani siamo andati ad emigrare, ma l'affermazione dell'idea romantica di un socialismo calcistico.
E poi, vi rendete conto che se si affermasse questa idea della squadra Internazionale, ovvero la squadra che rappresenta tutte le squadre e tutti paesi del mondo contro chi si dovrebbe giocare? Contro se stessi?
Questo fatto costituisce un pericolo gravissimo per lo sport in generale e per il calcio in particolare.
Quel bellissimo antagonismo sportivo secondo il quale chi non salta è questo o quello e che porta a rinnovare ogni domenica il parco macchine ed il parco vetrine intorno allo stadio che fine farebbe se veramente esistesse una quadra Internazionale che gioca contro se stessa? E non pensiamo ai vetrai ed ai carrozzieri? Ed anche ai tanti giovani disoccupati del Sud che sognano il posto fisso entrando in Polizia? Se non fosse più necessario circondare gli stadi in assetto antisommossa ci sarebbe sicuramente il dimezzamento degli organici, non si farebbero più concorsi e molti giovani che volevano lavorare al servizio dello Stato per vivere sarebbero costretti ad andare a rubare finendo per farsi arrestare dai pochi poliziotti rimasti in servizio.
Trasformeremmo degli aspiranti servitori dello Stato in tanti delinquenti
No, questo mai !!!
Sono sempre più convinto che l'Internazionale non può e non debba esistere, in nome dello Sport e del PIL (prodotto Interno Lordo).
L'esistenza dell'Internazionale mina la base della nostra società che è basata sul localismo sociale e calcistico e quindi si propone di prendere a calci chi proviene da altri paesi e si infiamma barbaramente quando segnala la barbara squadra del proprio barbaro cuore
18.10.2009
Vincenzo Cordovana
Se si chiamasse Intergalattica avrebbe ancora più spasimanti.
In lei non vedete la squadra della fredda Milano, dove noi siciliani siamo andati ad emigrare, ma l'affermazione dell'idea romantica di un socialismo calcistico.
E poi, vi rendete conto che se si affermasse questa idea della squadra Internazionale, ovvero la squadra che rappresenta tutte le squadre e tutti paesi del mondo contro chi si dovrebbe giocare? Contro se stessi?
Questo fatto costituisce un pericolo gravissimo per lo sport in generale e per il calcio in particolare.
Quel bellissimo antagonismo sportivo secondo il quale chi non salta è questo o quello e che porta a rinnovare ogni domenica il parco macchine ed il parco vetrine intorno allo stadio che fine farebbe se veramente esistesse una quadra Internazionale che gioca contro se stessa? E non pensiamo ai vetrai ed ai carrozzieri? Ed anche ai tanti giovani disoccupati del Sud che sognano il posto fisso entrando in Polizia? Se non fosse più necessario circondare gli stadi in assetto antisommossa ci sarebbe sicuramente il dimezzamento degli organici, non si farebbero più concorsi e molti giovani che volevano lavorare al servizio dello Stato per vivere sarebbero costretti ad andare a rubare finendo per farsi arrestare dai pochi poliziotti rimasti in servizio.
Trasformeremmo degli aspiranti servitori dello Stato in tanti delinquenti
No, questo mai !!!
Sono sempre più convinto che l'Internazionale non può e non debba esistere, in nome dello Sport e del PIL (prodotto Interno Lordo).
L'esistenza dell'Internazionale mina la base della nostra società che è basata sul localismo sociale e calcistico e quindi si propone di prendere a calci chi proviene da altri paesi e si infiamma barbaramente quando segnala la barbara squadra del proprio barbaro cuore
18.10.2009
Vincenzo Cordovana
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venerdì 4 marzo 2011
Eskimo
Un sogno e la passione, si sa,
financo potranno rivoltare
una barca finita a capofitto
in mezzo al mare
Così rivarchi, bagnato,
sul più bello,
limpido il confine
del pesce con l’uccello.
Ma guarda un po' che strano,
nel mare capovolto
scovo che un mio pensiero
tra i flutti si è dissolto
Ed ecco, all’improvviso,
riemerge bagnato il cuore e il viso,
l’uno batte di gioia
quell’altro col sorriso
Vincenzo Cordovana
22.10.2010
financo potranno rivoltare
una barca finita a capofitto
in mezzo al mare
Così rivarchi, bagnato,
sul più bello,
limpido il confine
del pesce con l’uccello.
Ma guarda un po' che strano,
nel mare capovolto
scovo che un mio pensiero
tra i flutti si è dissolto
Ed ecco, all’improvviso,
riemerge bagnato il cuore e il viso,
l’uno batte di gioia
quell’altro col sorriso
Vincenzo Cordovana
22.10.2010
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venerdì 5 novembre 2010
Rimbalzi
Ricordo quel colore,
io ero un ragazzino,
ricordo quel calore,
di maggio, un bel mattino.
Ricordo che inseguivo,
rotonda la mia meta,
che calma rimbalzava,
un po' stella cometa.
Ricordo come allora
che in essa mi annullavo,
cieli, abissi, mari, monti
leggero valicavo.
Ricordo che quel mondo,
sudato sul campetto,
facevo rotolare
con semplice calcetto.
Chissà se l'universo,
la vita e pur l'amore
sia solo un bel trastullo
del Grande Calciatore.
Chissà se il mappamondo,
la notte, la mattina,
sia solo, da gioco,
che rimbalza, una pallina
03.09.2010
io ero un ragazzino,
ricordo quel calore,
di maggio, un bel mattino.
Ricordo che inseguivo,
rotonda la mia meta,
che calma rimbalzava,
un po' stella cometa.
Ricordo come allora
che in essa mi annullavo,
cieli, abissi, mari, monti
leggero valicavo.
Ricordo che quel mondo,
sudato sul campetto,
facevo rotolare
con semplice calcetto.
Chissà se l'universo,
la vita e pur l'amore
sia solo un bel trastullo
del Grande Calciatore.
Chissà se il mappamondo,
la notte, la mattina,
sia solo, da gioco,
che rimbalza, una pallina
03.09.2010
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